IL VENTO DENTRO: Lorenzo Baldassarri

(L’incontro è avvenuto pochi giorni prima l’inizio del campionato MotoGP del 2013.)

“Se vai forte al Mugello, vai forte dappertutto.” Loris Capirossi.
Dopo la prestazione superlativa di domenica scorsa, 22 Maggio, il ricordo delle quattro chiacchiere fatte con Lorenzo tre anni e mezzo fa….che soddisfazione!

Quando i sofisti greci spostarono l’interesse speculativo dalla natura all’uomo, diedero avvio a quel movimento filosofico che prese il nome di Pedagogia, una particolare concezione di vita mediante la quale ottenere l’ottimale educazione del fanciullo, nell’aspetto fisico, intellettuale e morale.
Nonostante lo sforzo dei grandi pensatori che ci hanno preceduto, e degli attuali, non credo si perverrà mai ad una legge definitiva, poiché certe nature individuali sono destinate a sovvertire ogni schema presupposto coerente.
Ogni tanto, molto ogni tanto, mi capita di conoscere ragazzi che considero prodigio, le qualità dei quali non saprò mai in quale misura distribuire tra ambiente, circostanze e disegni cosmici. Uno di questi è Lorenzo Baldassarri.

“Tutta colpa di mio cugino. – mi racconta Lorenzo sorridendo – Quando avevo tre anni mio zio gli aveva comprato una mini-cross e la visione di quella moto in miniatura mi stregò letteralmente. Il mattino dopo chiesi ai miei se potevo averne una anch’io. Papà mi promise di regalarmela a patto che togliessi le rotelle dalla bici. Non me lo feci ripetere una seconda volta: la sera stessa ero in sella al mio primo bolide. Volevi sapere come ho cominciato? Così (e ride).”

Lorenzo inizia dapprima a girare nei circuiti della zona (provincia di Macerata e dintorni), poi in Romagna, dove può confrontarsi con i mini-piloti che tradizionalmente vengono “allevati” in quella terra dei motori. A sette anni le prime competizioni con le mono marcia. A undici il salto nella 70 cc, una mini GP dotata di cambio. Per gareggiare in questa categoria è costretto però a trasferirsi in Spagna, poiché per regolamento è troppo giovane per farlo in Italia. L’esordio sul circuito di Valencia con il papà in qualità di tecnico che sostituisce il meccanico ammalato. Partecipano 150 baby-piloti provenienti da tutto il Mondo. Lorenzo si piazza 8° nella classifica finale.

“Abbiamo sbagliato anche la carburazione, se no!”

2007 e 2008 due stagioni in Italia con la mini GP 50; vince il primo campionato ed è terzo nel secondo. Nel 2009 ritorna in Spagna per disputare i campionati Mediterraneo e Catalano in sella ad una MADREKIT 80 cc. Anche in questa stagione va che è una scheggia. Termina entrambi i campionati al 2° posto e si ripete nel Festival di Valencia.
Per i talent scout presenti sulle piste non ci sono più dubbi, ‘sto ragazzino è un missile.
Passa alla 125 nel 2010. I risultati ottenuti gli permettono di partecipare alla Rookies Cup Red Bull. Alzamora lo ingaggia nel suo team per la stagione 2011, e Lorenzo che fa? Quel campionato lo vince. Non riesce invece a ripetersi l’anno successivo e chiedo come mai.”

“Il problema è che da un anno all’altro sono cresciuto di 10 centimetri e 10 chili; è stato un problema di adattabilità. Dimensioni e peso possono fare la differenza su una MotoGp dove hai 250 cavalli ed oltre sotto il culo, figurati su una 125.”

“Eh certo, capisco benissimo, e mi sembra che l’abbiano capito altrettanto bene gli esperti perché quest’anno (2013) ti sei guadagnato un posto in griglia nel Campionato del Mondo. Che effetto ti fa?”

“Ancora non mi rendo conto, sai? E’ da quando ero piccolo piccolo che seguo le corse di moto in TV, sognando che forse un giorno….Ora quel giorno è arrivato, ci sarò anch’io su quello schermo. Tu mi chiedi che sensazione provo, ma non te lo so spiegare. E’ bello come una favola bella, però c’è anche stato un attimo nel quale mi si sono strette le chiappe.
Una settimana prima della presentazione ufficiale del Team Gresini per la stagione 2013 m’è arrivata una telefonata a casa: – Lorenzo? Ciao. Purtroppo, per ragioni che ti spiegherò, l’accordo è saltato, non se ne fa più niente. – Non parlavo più, in quell’attimo non c’ho capito più niente. Per fortuna poco dopo m’è arrivata un’altra telefonata nella quale mi si diceva che era stato uno scherzo. Che sospiro lungo che ho fatto…ho ripreso vita.”

“Io gli avrei menato. Te lo insegno io lo humor…ahahah…Ci vediamo a stagione inoltrata campione, e se ti sei comportato come prevedo mi toccherà pagarti un gelato, anche due.”

Tutto questo accadeva nel 2013, quando il Balda aveva 16 anni. Ora, la prossima volta che ci incontreremo, mi toccherà stappare champagne…se lo merita tutto! Mamo

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