VOCI DI CARTA: di Beatrice Monceri

Accade a volte che le parole ci raggiungano fuori tempo ….qualcosa non detto, qualcosa non fatto, qualcosa che ci costringe a riflettere, a immaginarci in un ” se ….”.
Accade , a volte….

Il treno era scomparso alla vista, ma lui era ancora là in stazione fermo. Non sapeva ancora dove muovere i suoi passi. Mise la mano in tasca, qualcosa da leggere.
Si sedette su una panchina appartata, quasi a prendere tempo prima di rientrare nelle sua vita.
Fogli sgualciti, ancor più velati, quasi fossero stati esposti al sole.

“ Non sempre le cose vanno come vorremmo. Ho respirato il tuo disagio interiore e non penso ad altro. Era già annunciato tra le tue parole, ma io amo le sfide. Sei stato dolce e protettivo, mi hai fatto girare tutta la città a piedi, in mezzo alla neve, mano nella mano. Lo hai fatto per me. Ma dentro di te eri triste, attento come un bambino a schivare pozzanghere, temendo che una di esse ti inghiottisse nascondendo un profondo buco nero sotto la lurida acqua scura. Mi hai tenuto la mano, ma era come se fossi risucchiato dalla disperazione. Lunghi silenzi , poi all’improvviso un sorriso, la luce negli occhi.
– “ Vedi , là , sotto quella coperta di neve c’è un prato meraviglioso, là ho colto la margherita che ti ho mandato .”
E mentre parlavi mi hai abbracciata e lì ho sentito che eri tu, tenero e dolce, ma smarrito, perso negli incroci di vie che tanto amavi quanto odiavi. Ero lì per te e sentivo che ne eri immensamente felice, ma il tuo stato d’animo prevaricava qualunque altra sensazione, ti impediva le emozioni. Tra altalene di umori abbiamo misurato chilometri di vie e viuzze.
Mi sono intenerita quando ti sei avvicinato a quel barbone che stava rattrappito vicino al bidone della spazzatura, congelato dentro al suo enorme cappotto fuori misura, gli occhi gonfi, lo sguardo lucido, capelli inestricabili sotto una lacera cuffia. Ti sei inchinato e gli hai dato mille lire dicendogli di bere alla tua salute.
Siamo stati bene in quella trattoria, ci siamo scaldati con vino, cibo e risate, le tue avventure. Poi, quando siamo usciti dal locale, di nuovo triste, altrove. Dovevi tornare in caserma, non volevi, ma dovevi. Quelle maledette regole che tanto ti soffocavano fino a toglierti il respiro. Ti avevano cambiato mansioni, non avevi più la libertà di prima e tutto era controllato. Mi hai riaccompagnata alla pensioncina che avevi prenotato per me. Dovevi rientrare e in un lunghissimo abbraccio mi hai regalato un bacio che porto con me.
Ho aspettato una tua lettera, ma in fondo sapevo che non sarebbe arrivata. Io scrivo, tu rispondi.
Per una volta avrei voluto che a scrivere fossi tu . Non volevo più indirizzarti niente e invece come vedi lo sto facendo. Ho riletto le tue parole e mi sto convincendo che la costrizione di luoghi ed orari ti sta distruggendo dentro. Tu sei uno spirito libero.
” Tutto ciò che è intorno a me mi pare squallido, sono pieno di tristezza e di rabbia. Non ho più la libertà di rientrare a qualunque ora. Mi sento avvilito, non riesco a vedere più in là delle pareti della mia stanza o del soffitto, sembra che anche i miei pensieri si infrangano in queste quattro mura . Mi scrivi “ vale la pena di vivere per dei momenti, non per anni di abitudine “ , ed è così , in parte la filosofia della mia vita. Se è vero, come dici, che pensi di conoscermi, puoi immaginarti come mi sento in questo momento ! So già che non riuscirò a resistere fino alla fine e visto che mi conosco bene, so anche che commetterò prima o poi qualche cazzata. Spero solo non sia troppo grande da perdere la tua stima e la tua amicizia perché in questo momento sono le uniche cose che sento veramente vicine .”
Ti scrivo, nonostante il tuo silenzio. So che ami il silenzio, lo scegli sempre quando hai l’anima in confusione. Serve a ritrovarti.
Ma voglio dirti una cosa. A volte, se teniamo davvero a qualcuno , è bene farglielo sapere . Che sia un amore, che sia un ‘amicizia, non importa. L’importante è esprimere ciò che sentiamo . E non ci rende necessariamente più fragili, anzi. Indosso il tuo disagio, fa parte di me entrare nell’anima delle persone che amo. E non pensarmi lontana dalla tua fragilità, appartiene anche a me. Non te ne ho parlato perchè volevo ascoltare te, condividere il tuo momento difficile, esserti accanto. Non so se avrò il coraggio di spedire questa lettera, troppo seria, così diversa dalle altre, così piena anche della mia malinconia, velata di delusione.
Devo pensarci. Chissà, forse aspetterò talmente tanto sperando di ricevere parole da te, che quando la spedirò non sarai più a quell’indirizzo e magari vagherà per uffici postali finchè un giorno ti sarà recapitata e tu, anziano, la leggerai e ti metterai alla mia ricerca, come accade in un film di cui non ricordo il titolo. Non so ancora se mi leggerai, ma voglio imprimere comunque su questi fogli la confusione e la certezza che ho.
Comunque vadano le cose tra noi, sappi che io ho la certezza di aver incontrato una persona speciale.
Ho percepito una sintonia che per il momento non vive di conferme, ma l’ho sentita. E se chiudo gli occhi la avverto anche adesso. E’ un percepire oltre i sensi. E ovunque andrai, ovunque andrò, porterò sempre con me quel che ho provato. E che provo. Ma c’è anche una grande confusione che condiziona pensieri e comportamenti e io la subisco un po’, in contraddizione con la sicurezza che credevo di avere. Sono fragile. Fragile di fronte a qualcosa che mi spaventa e forse questo mi porterà a fuggire da te, a non mantenere la promessa che ti ho fatto, di continuare a starti accanto nonostante tutto. C’è un po’ di tutto in questo mio scrivere, dettato da pensieri altalenanti e forse per la prima volta dovrai ricrederti sul mio scrivere ordinato quando e se avrai questi fogli in mano. Mi manchi, tanto.
A presto, spero. Kate.”

Rimase ancora un po’ su quella panchina a pensare che nella vita davvero niente è impossibile . Riabbracciò i suoi pensieri e uscì dalla stazione. Tempo per pensare ne avrebbe avuto in auto durante il suo viaggio di ritorno verso Roma

 

Beatrice Monceri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *