Una vita da cinema | Gioele Centanni

Ho fatto un sogno. E’ una calda giornata di primavera. Siamo un gruppo di ragazzi seduti su delle poltroncine in vimini distribuite sotto un maestoso glicine che fa da pergolato. In realtà siamo a scuola, ma nessuno di noi ha dei libri, quaderni, vocabolari, e tanto meno computer. Su una delle poltroncine è seduto un composto signore, uno dei nostri insegnanti, il quale ci ha suggerito un unico volume di testo per le sue lezioni, un libro che non è stato ancora stampato, la cui lettura è però possibile semplicemente ascoltando i racconti del suo autore: Gioele Centanni.

“ Ho prodotto il mio primo film nel ’71, qualche anno dopo aver lasciato la segreteria dell’ENI e la scomparsa di Enrico Mattei, per il quale lavoravo. Ricordo “ Lady Frankenstein” con un affetto particolare, un po’ come il primo amore, ti rimane dentro. La regia era di Mel Wells e il mostro fu creato da un giovane tecnico degli effetti speciali che in seguito avrebbe vinto tre Oscar: Carlo Rambaldi.

Fu un’esperienza entusiasmante ed educativa allo stesso tempo, perché essendo il mio primo lavoro come produttore, commisi anche degli errori. Oggi posso affermare che quegli errori furono necessari per la mia formazione, senza sbagli non s’impara a fare il giusto.

Il secondo film fu “ Il cobra”, co-prodotto con Zanuk & Brown, quelli dello “ Squalo” per intenderci. Qualche tempo prima, negli Stati Uniti, erano state introdotte delle innovazioni tecnologiche che avevano sbalordito gli spettatori nelle sale di proiezione: il Dolby Surround. Coinvolsi tre tecnici romani che lavoravano a Cinecittà e creammo anche noi il nostro effetto speciale che chiamammo Sensorraund. Il film fu proiettato in anteprima in due sale cinematografiche di Milano suscitando reazioni da capogiro; alcuni spettatori dovettero addirittura essere accompagnati al pronto soccorso in preda a manifestazioni di eccitazione e tremori. Non che noi ci augurassimo di arrivare a tal punto, ma fu una conferma che avevamo lavorato in modo realistico.

La terza produzione fu “ 2002, la seconda Odissea.” Questo film è nato da una storia incredibile.”

“ Cioè?”

“Conoscevo Lucas Strombol, il tecnico che curava gli effetti speciali dei film di Kubrick, il maestro dei maestri. Un giorno, a pranzo, mi racconta che, dopo montato “ 2001, Odissea nello Spazio”, erano avanzati chilometri e chilometri di pellicola che Kubrick aveva scartato dopo una meticolosa selezione. “ Prova a farteli dare” gli dico, “ è materiale prezioso quello.” Dopo qualche giorno avevamo quelle pizze. Ovviamente girammo diverse scene  nuove da integrare, e il risultato finale fu una bomba.

Ormai ero di casa a Los Angeles e le tante conoscenze mi permise di co-produrre “ Il Re dei giardini di Marwin”, con Jack Nicholson e la regia di Bob Rafelson. Quel film ebbe più successo in Europa che negli States e, in particolare qui in Italia, grazie ad un doppiaggio fantastico. Ricorda che è merito dei doppiatori il successo o il fallimento dei film stranieri. Se non fosse stato per l’amico Oreste Lionello, Woody Allen qui da noi non se lo sarebbe caga.. nessuno; non si può definire Allen un simpatico.”   

Gioele, tra produzioni e coproduzioni, vanta circa ottanta film al suo attivo.

“ Hai nostalgia di quei periodi? Oltre a collezionare film d’autore ( forse è il più grosso collezionista italiano; nella sua raccolta ce ne sono più di 1200), attualmente cosa combini? “

“ Hollywood di quei tempi un po’ mi manca; l’amicizia con Mario Cecchi Gori, Dino De Laurentis, ma sopratutto Carlo, Carlo Rambaldi con il quale sono stato socio per più di quindici anni e coltivato una sincera amicizia per un periodo ancora più lungo. Poi Cinecittà, dove avevamo una scuola di cinema insieme. Ora a Cinecittà ci vado un po’ meno, giusto per scambiare due chiacchiere con qualche amico, tipo Dante Ferretti, un grande della nostra terra, con il quale condivido tanti ricordi.”

“ So che sei molto amico anche di Luciano De Crescenzo.”

“Vivo a Roma dieci mesi l’anno e ci frequentiamo quasi tutti i giorni. Oltre che amico, facciamo anche dei lavori insieme. L’anno scorso ho prodotto un cartoon tratto da un suo libro, “ Le avventure di Ulisse”; è stato trasmesso dalla RAI ed ha vinto il “ Premio della Cultura” a Venezia.”

“ Cosa bolle in pentola?”

“Ti regalo un’anteprima. Vorrei realizzare un film sulla vita dei Papi marchigiani. Ne abbiamo avuti sette, sono storie interessantissime, ci sto lavorando.”

Aver passato un pomeriggio con Gioele mi convince del fatto che greci e romani c’avevano capito tutto. Se nelle scuole girassero insegnanti del genere, si potrebbero tranquillamente abolire la maggior parte dei libri di testo, che perlopiù si rivelano essere degli elenchi cronologici dei fatti accaduti, senza dare la minima spiegazione del come e perché. Hai voglia a navigare su Internet! Gli uomini che scrivono la storia sono qui, tra di noi, e li ignoriamo.

A presto maestro…t’abbraccio.

Mamo

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