“L’OTTO”: Lucia Tancredi

“…..Il predatore che don Juan mi aveva descritto non aveva nulla di benevolo. Era immensamente grande, osceno, indifferente. Avevo percepito con chiarezza il disprezzo che provava nei nostri confronti. Non c’era da dubitare che tanto tempo addietro quelli della sua specie ci avessero schiacciati, rendendoci, come don Juan aveva detto, deboli, vulnerabili e docili. Mi tolsi gli indumenti bagnati, infilai un poncho, poi mi sedetti e piansi fino a non poterne più. Ma non era per me stesso che piangevo. A difendermi dai predatori avevo la mia collera, il mio inflessibile intento. Piangevo per i miei simili e soprattutto per mio padre. Fino a quel momento non mi ero reso conto di quanto lo amassi. – Non ho mai avuto una sola possibilità – mi sentii ripetere più volte, come se quelle parole non mi appartenessero. Il mio povero padre, la persona più premurosa che avessi mai conosciuto, così tenero, così gentile, così inerme.”
IL LATO ATTIVO DELL’INFINITO,Carlos Castaneda

Ascoltando Lucia Tancredi, mercoledì sera, alla presentazione del suo ultimo lavoro, “L’otto”, m’è tornato in mente questo spaccato di Castaneda. Non glie l’ho chiesto, avrò altre occasioni, ma nel guardarla, nel sentirla…nell’assaggiarla…ho avuto l’impressione che nel compiere le ricerche per scrivere il suo romanzo abbia “respirato” le stesse sensazioni dell’allievo di don Juan.
Troppo minuziosi i particolari nella descrizione delle vicende di vita del genio veneziano, troppe emozioni palesate nell’esprimere lo stato d’animo di un uomo, di un gigante, bersagliato dalla cattiva sorte nonostante la sua immensa anima, troppo coinvolgente il racconto di fatti e intimità per essere un semplice spettatore di una rappresentazione sul palco dell’esistenza. Lucia quella vita l’ha vissuta. S’è trasportata in una dimensione dove le illusioni del quotidiano svaniscono come vapore al vento. Ha provato l’esperienza dello spirito che attraversa l’Inferno per raggiungere il Paradiso, ammesso che non ceda la propria essenza alle fiamme. Se così è, la sua vita è cambiata…per sempre.
Un giorno te lo chiederò.

Grazie Lucia, grazie Oriana….un abbraccio.

Mamo

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