LA CICOGNA: di Beatrice Monceri

…ricondivido queste mie parole che a detta di molti hanno il sapore di un tempo che non c’è più , quando i bambini potevano essere bambini e mantenere a lungo viva la purezza incontaminata , intatta la fantasia , e lasciare che un volo di cicogna potesse raccontare l’arrivo di un fratellino…….mantenete vivo il filo della fantasia e dei sogni , riesce a dare leggerezza ….e leggerezza non è superficialità, come insegna Calvino….

LA CICOGNA

” Ma da dove arriva la cicogna ? ”
” Da lontano, da molto lontano ! ”
” E come fa ad entrare? Dobbiamo tenere la finestra aperta ! ”
Mi avvicinai al davanzale, salii sulla sedia e girai la maniglia. Nonna Angela mi fece scendere preoccupata. ” Non so se sceglierà questa finestra “, disse .
Avevo quattro anni e due mesi e sulla faccenda della cicogna niente mi era chiaro. Nella camera di fronte sentivo mia madre lamentarsi, era con una signora che non avevo mai visto. Mio padre entrava e usciva dalla stanza e continuava a chiudere la porta che io continuamente socchiudevo.
” Hanno aperto la finestra in camera di mamma ? “. Mio padre non rispose, non ascoltava, non sentiva. Era freddo nella mia stanza, mio fratello si era infilato sotto le coperte. Ma la finestra doveva stare aperta. Era una fredda giornata di fine Novembre, il 30 per la precisione, il 30 Novembre 1964.
Ero con l’orecchio appoggiato alla porta e con lo sguardo al di là dei vetri, preoccupata per mia madre . Arrivavano strani versi, ma anche voci allegre, quasi ci fosse una festa appena oltre il corridoio. La cicogna non scelse la mia finestra, si infilò dritta nella camera di fronte. All’improvviso un pianto, nuove note per la casa. Correvano tutti, sorridevano tutti. Nella confusione riuscii a sgattaloiare fuori e arrivai alla porta di fronte, socchiusa. E lì ti ho visto per la prima volta. Ricordo un bambolotto tutto rosa, occhi gonfi e labbra carnose, capelli appiccicati. Ti faceva il bagnetto l’ostetrica in un mastello bianco appoggiato sopra il comò …Ho dovuto aspettare un po prima di poter entrare, ma poi la porta si è aperta e io e Ubi siamo corsi da mamma. Ti ho abbracciato e ho detto ” Ma pesa tanto !! Come ha fatto la cicogna a volare? Era grandissima ! ” . Ubi in silenzio a cercare il pancione notevolmente ridotto .” Te l’ha bucato col becco , mamma ? “. ..Sai, Luciano, ancora rivedo la magica atmosfera di quella mattina di fine autunno, in quella stanza c’era aria di mistero e noi bimbi ci guardavamo negli occhi con stupore.

Beatrice Monceri

 

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