IL FILO DELLA FANTASIA: di Beatrice Monceri

Correva lungo il sentiero cercando di non perdere di vista il suo aquilone che volteggiava in aria seguendo i capricci del vento trascinandosi dietro il lungo filo sfuggitogli di mano. Lo vide accasciarsi su di un albero, il filo intrecciato tra i rami. Provò a saltare ma niente, non riusciva ad arrivare a prenderlo. In un attimo arrampicandosi sul tronco si ritrovò tra le fronde a districare il suo grande rombo colorato. Salire era stato semplice, scendere sembrava più complicato. Un po’ più in là, sotto una grande quercia, vide un uomo che indossava uno strano camicione color porpora ed era intento a dipingere, tavolozza e pennelli in mano, sulla tela i colori di un giovane autunno. Un lungo fischio attirò l’attenzione del pittore.
– ” Cosa fai lassù ? – disse andando sotto la pianta – vengo ad aiutarti, cerca di scendere più in basso ! ” . Il bambino si avvicinò al tronco dell’albero scivolando lungo un ramo poi si lanciò tra le braccia di quel curioso signore ed entrambi caddero a terra coperti dai riquadri colorati del giocattolo salvato.

– ” Sei stato fortunato! Mai lasciarsi sfuggire il filo di un aquilone, avresti potuto vederlo perdersi all’orizzonte ! .”

” Cosa dipinge ? ” – chiese curioso il bambino e aggiunse – Mi chiamo Marco. ”
– “Io sono Lorenzo . Dipingo quello che vedo. Ho un problema però, con le nuvole : non stanno ferme un attimo , si muovono e cambiano continuamente posizione. Non riesco a fermarle sulla tela ! ” .

Sorrise Marco – ” Non può fermare le nuvole, né il sole né la luna e neppure gli uccelli. E nemmeno un aquilone che vola ! – disse ridendo .

– ” Hai ragione. Infatti dipingo alberi, fronde, tappeti di foglie e rubo i colori al cielo, ma le nuvole le invento . “.

– ” Vuole che le presti il mio aquilone? Potrebbe rappresentarlo al posto di una nuvola ! “.

– ” Veramente vorrei dipingere un arcobaleno, ma anche quello, quando hai la fortuna di vederlo, resta breve tempo poi si dissolve. Il cielo è davvero difficile da fermare! Poi c’è il vento. Soffia come, quando e dove vuole. Se avesse deciso di rapire il tuo giocattolo, difficilmente lo avresti più rivisto passare! E’ birichino il vento, tu tieni stretto il filo d’ora in poi, legalo al polso ! ” .

– ” E se legassimo un filo alle nuvole? “.

– ” Lo credi possibile ? Come potrei arrivare lassù ? ” .

– ” Dovrebbe aspettare il prossimo arcobaleno e poi salire in alto camminandoci sopra. Così sarebbe facile ancorare le nuvole, basterebbe del filo legato a dei sassi. Resterebbero ferme in cielo e lei riuscirebbe a dipingerle sulla tela. “.

Il pittore alzò il pennello per un attimo quasi stesse riflettendo , poi disse – ” No , preferisco usare la fantasia, non mi manca ! “.

– ” Neanche a me ! ” disse Marco scoppiando a ridere e aggiunse – ” Scommetto che non ha mai visto nuvole a terra, vero ? “.

– ” No, così in basso no ! A terra mai! ” rispose Lorenzo . “.

– ” Venga con me , allora ! “. Si incamminarono lungo il sentiero fino ad arrivare ad una grande pozzanghera.

– ” Ecco, guardi qui ! Qui passa tutto il cielo. Potrebbe dipingere senza stare sempre con il collo all ‘insù !”. Uno specchio d’acqua, nuvole a terra, gonfie, bianche come zucchero filato. Si specchiavano e passavano. ” Abbiamo fantasia, Lorenzo, ma la natura ne ha più di noi ! ” . Osservavano divertiti il cielo scorrere su quella lamina d’acqua piovana.

– ” Sai , Marco , la cosa più bella che possiede un bambino, oltre la purezza, è la fantasia . Non bisogna mai perderla crescendo, è l’unico mezzo per volare. C’è ancora un bambino dentro di me ed è quel bambino che mi aiuta a sognare. Se alzando gli occhi di notte non riesco a vedere le stelle o la luna piena io le invento col pensiero, le immagino e loro brillano per me. Mantieni viva la tua fantasia, lasciala spaziare, falla arrivare ovunque e lasciale usare tutti i colori dell’arcobaleno o crearne altri nuovi, se non basta no. Non smettere mai di sognare ! ” . Legò il filo dell’aquilone al polso del bambino . ” Tornerò a trovarti .” promise Marco allontanandosi mentre Lorenzo lo salutava agitando il pennello .

Del resto cos’è la fantasia se non il filo che ci lega ad un aquilone ?

E se durante una passeggiata vi capita di incontrare un pittore nel bosco, fermatevi ed imparate dai suoi colori a dipingere il mondo come lo volete voi.

Beatrice Monceri

Ph Beatrice Monceri
Cefalonia, cielo all’alba

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